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dicembre 27, 2008

Giusto o sbagliato?

I concetti di giusto e sbagliato sono relativi?
Questo non possiamo saperlo, in quanto sappiamo solo cosa è giusto o sbagliato per noi, ma non possiamo avvalerci della presunzione di poter dire cosa pensano e provano gli altri. Perciò, il discorso che farò, è qualcosa di strettamente legato alle mie esperienze e alla mia psicologia.
Qualcosa, a mio avviso, è giusta nel momento in cui io, dopo che l’ho fatta, non me ne pento, anzi posso addirittura vantarmene. Se non me ne vanto mi è indifferente. Se me ne pento è sbagliata. Allora dipende da ciò che provo? In effetti penso proprio di si.
I sensi di colpa sono comunemente visti come conseguenze dei nostri comportamenti; essi, infatti, secondo la logica comune, interverrebbero nel momento in cui facciamo qualcosa di “sbagliato”. Ma come facciamo a giudicare cosa è sbagliato? Nulla è certo. L’educazione che ci è stata data, anche se in minima parte, viene rigettata, rifiutata, riformulata e riproposta. Per cui, non possiamo certo dire che è giusta in assoluto. La religione? Anche per chi crede questa rimane un’incognita: è difficile trovare una religione che rispecchia e abbraccia la nostra personalità ed i nostri principi etici, per cui, anche quest’ultima viene in parte rigettata; può anche accadere che la si subisca passivamente, ma accettare qualcosa senza approvarla non certifica certo quanto questa cosa sia giusta. Allora rimane solo la nostra etica, la quale spesso può andare contro la religione e la legge (rubare: se si sa di rubare a chi ha così tanto che nemmeno se ne accorgerà di quel minimo che gli è stato sottratto, non ci sentiremo in colpa, nè religiosamente, nè eticamente, nè legalmente ci verrà mai in testa di costituirci per una cosa così relativamente insignificante). Ma sull’etica, che penso sia usata come legge di vita da quasi tutte le persone aperte di mente, è giusto basarci? Diciamo che si va per esclusione e rimane l’unica alternativa valida. Infatti l’unica cosa pura, certa e diretta che possiamo percepire sono i nostri sentimenti, fra i quali i sensi di colpa. In tutti i casi i sentimenti rispecchiano ciò che veramente vogliamo e ciò che crediamo giusto o viceversa.
Prendiamo i sensi di colpa: se ci basiamo sull’etica, facciamo affidamento sulle nostre sensazioni, per cui ci basiamo sui sentimenti, quindi i sensi di colpa: se ci sentiamo in colpa abbiamo sbagliato, se ci sentiamo bene siamo nel giusto.  Allora i sensi di colpa non sono conseguenze, bensì sono i cardini di ciò che è giusto e che è sbagliato. Ogni volta che agiremo penseremo al dopo, e alle nostre eventuali sensazioni. In base a queste sensazioni facciamo esperienze e capiamo cosa sarebbe meglio ripetere, cosa ne vale la pena, a seconda di quanto ci stiamo bene e male.
Rimane solo da capire se le nostre coscienze sono tutte uguali, ma questa è una cosa molto difficile, perchè tanti sono i motivi che potrebbero portare una persona a rispondere non sinceramente su una domanda sulla propria coscienza. Tuttavia penso che grossomodo tutti noi esseri umani, tranne quelli celebrolesi, ci assomigliamo nella nostra coscienza, soprattutto in situazioni estreme, e siamo portati a prendere decisioni uguali (istintivamente). Peccato che in molti la razionalità prenda il sopravvento, e spesso la razionalità non rispecchia il significato del vocabolo che la rappresenta.
I sentimenti sono dati da un numero elevato di motivazioni. Di queste motivazioni il cervello ne riesce ad assimilare relativamente poche. In base a quelle poche motivazioni si fanno ragionamenti “razionali”, nel senso che ci si basa su motivazioni comprese; quelle incomprese, insieme a quelle razionali, vanno a comporre ciò che chiamiamo “sentimenti”. L’effetto dei sentimenti ci è ben chiaro, e ci aiuta a prendere decisioni, mentre la maggior parte delle motivazioni non ci è chiara. L’essere umano è per natura ambizioso e presuntuoso, assetato di conoscenza, per cui spesso, quando non riesce a realizzare il perchè prova qualcosa, da cosa quella sensazione gli sia data, preferisce pensare che sia qualcosa di trascurabile, semplicemente perchè non ne riesce a trovare un filo logico.
Niente di più sbagliato.