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gennaio 7, 2009

Perchè ragionare non serve a un cazzo

Ogni singola sinapsi del tuo cervello si impegna, istante per istante, a prevedere il futuro. La cosa triste è che noi, alle sinapsi, diamo fiducia.
Oggi è una di quelle giornate nelle quali ti rendi conto quanto siano inutili le sinapsi.
C’è gente che, prima di intraprendere una relazione, si fa mille calcoli, progetta attentamente ogni ipotesi e possibile situazione, valuta, e poi decide come comportarsi.
Così è un pò per tutto nella vita. Nella scuola, nel lavoro, si prova sempre a tracciare una strada da seguire.
Non è vero un cazzo.
Te lo dimostro con due semplici storielle.

La prima storiella l’ha inventata Popper, e parla di un tacchino il quale, un giorno, prese la decisione di affrontare il mondo con razionalità. Il tacchino (induttivista) decise di avere una visione della vita scientificamente fondata.
Cominciò, così, ad osservare quando gli veniva portato da mangiare. Dapprima guardò l’ora, le 9:00 in punto. Confrontò l’orario con gli altri giorni della settimana, ed effettivamente ogni mattino, alle 9:00 in punto, il padrone si recava nell’allevamento per nutrirlo.
Il tacchino prese poi in considerazione altri fenomeni: dapprima confrontò il clima, poi i vestiti del padrone, e così via.
Le conclusioni ovvie furono che, ogni giorno, indipendentemente da com’è vestito il padrone, indipendentemente dal sole e dalla pioggia, indipendentemente da tanti altri fattori, il padrone si recava per portargli da mangiare.
Ottime considerazioni, inconfutabili, scientifiche.
Il giorno del ringraziamento il padrone alle 9:00 in punto si recò nell’allevamento, prese il tacchino e lo sgozzò.
Il tacchino finì per essere mangiato.

La seconda storiella, non so di chi sia, parla di un ingegnere.
Questo ingegnere vuole affrontare la vita nel miglior modo possibile, e basa le sue scelte sulla statistica, l’unico strumento razionale che abbiamo per prevedere il futuro.
L’ingegnere deve prendere un volo, e valuta l’eventuale possibilità di trovare un terrorista a bordo, con una bomba; allora giù di calcoli, si ingegna per ridurre questa possibilità al minimo.
Tenendo conto di tutti i voli della storia, degli aerei decollati, e di tutti i terroristi decollati a bordo di questi aerei, possiamo dire con certezza che la probabilità di trovare un terrorista sul proprio aereo, con una bomba, è bassissima.
Però, tenendo conto che non ci sono mai state due bombe con due terroristi diversi sullo stesso aereo, la probabilità che ciò si verifichi è pressochè nulla.
Allora cosa fa l’ingegnere? Quando deve prendere un aereo, porta una bomba con se, nella valigia. Così è meno probabile che ve ne sia un’altra.

L’hai recepito il messaggio?
Puoi calcolare quanto ti pare e piace nella vita, ma non ti servirà a niente.
Aggiungo che il tacchino, anche se non avesse fatto quelle considerazioni, comunque avrebbe mangiato, e comunque sarebbe stato sgozzato, alla fine.
Ora, se sei una di quelle persone che su una storia ci vanno con i piedi di piombo, beh, stai perdendo tempo.
Tanto le possibilità che ti tradisca rimangono uguali. Anzi, per la legge di Murphy, più attenzione ci metti nel scegliere il tuo partner, maggiori saranno le probabilità di rimanere fottuto da quest’ultimo. E la legge di Murphy funziona sempre, mica come la statistica.
Io, ad esempio, ci ho messo un mese per preparare quest’esame, e avevo valutato ogni singola possibilità riguardo i probabili esercizi che ci avrei trovato.
E stamattina la sveglia non è suonata.

13 Comments on “Perchè ragionare non serve a un cazzo

antonio c.
gennaio 7, 2009 a 5:19 pm

Bel post, GV…la conlcusione è esilarante,bravo. A.C.

idiosincrasia.
gennaio 7, 2009 a 6:19 pm

Io aggiungo che è scientificamente provato che i tacchini non portano orologi, ragion per cui è giusto che vengano sgozzati.

pskij
gennaio 7, 2009 a 7:14 pm

giusto giusto le leggi di Murphy non falliscono mai,
ma chi sei?

Pskij

gV
gennaio 7, 2009 a 7:25 pm

@Antonio: thx!
@idiosincrasia: già.
@pskij: Codice Fiscale is needed?

idiosincrasia.
gennaio 7, 2009 a 7:58 pm

nvito.

Claudio
gennaio 8, 2009 a 3:27 pm

Con una legge di tipo esponenziale è possibile calcolare il tempo di rottura di un componente elettronico. Quindi se la sveglia non è suonata per un guasto, potevi prevederlo, naturalmente con un certo margine di errore…

Cmq, la statistica spesso sbaglia perchè molte variabili non vengono considerate per comodità o perchè spesso è davvero impossibile tenere conto di tutto per motivi computazionali.

é la teoria del caos…Hai presente “The Butterfly Effect”? …il battito di ali di una farfalla può provocare un uragano devastante dall’altra parte del mondo…

Claudio
gennaio 8, 2009 a 3:32 pm

cmq…carino il blog…
Lo aggiungo ai preferiti…

gV
gennaio 8, 2009 a 5:48 pm

è quel margine di errore che ci fotte l’esistenza.

Claudio
gennaio 8, 2009 a 5:57 pm

forse…ma pensa che brutto sarebbe sapere tutto prima..

pskij
gennaio 9, 2009 a 6:18 am

Io non condivido la teoria del caos del tutto.
L’imprevedibilità non esiste in natura perchè esistono gli schemi risolutivi.
Comunque “the butterfly effect” è spazzatura, se proprio volete guardare un bel film sulla teoria del caos c’è “Pi greco – teorema del delirio”

Claudio
gennaio 9, 2009 a 9:02 am

si hai ragione…se proprio devo dirla tutta non la condivido nemmeno io. Era per far capire che tutto può essere previsto e tutto ha una spegazione e delle cause ben precise…

psychodrama » La scienza è razzista
febbraio 27, 2009 a 7:06 pm

[…] che spendi a praticarlo, quindi è un’arma a doppio taglio. E visto che nell’articolo “Perchè ragionare non serve a un cazzo” ho spiegato quanto siano insignificanti probabilità e statistica, ce ne dobbiamo fregare di quello […]

federico
gennaio 12, 2010 a 9:12 am

é chiaro che uno dei tuoi autori preferiti può essere Benni, sei satanichironico come lui…comunque mi sono divertito a leggere e tuoi pezzi..bravo

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