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febbraio 20, 2009

Pullman: Just Do It!

Personalmente, preferisco il treno
Per viaggiare, intendo.
Il pullman non l’ho mai sopportato per vari motivi.
Anzitutto il bagno: nel momento in cui c’è la sosta all’autogrill, non hai alcun tipo di bisogno; qualche minuto dopo verrai improvvisamente colpito da un disagio a caso fra vomito, nausea, diarrea, incontinenza, mestruazioni.
Nei pullman italiani c’è un grande mistero: tutti i veicoli hanno il bagno, ma tutti i bagni sono misteriosamente fuori servizio.  Un po’ come quelle tasche finte dei pantaloni  dove c’è solo il taglio nella stoffa, ma in realtà non c’è la tasca: nei pullman c’è la porta del bagno, c’è il cartellino con l’insegna “WC”, ma nessuno sa cosa ci sia dietro quella porta.
A parte il WC, il viaggio in pullman è uno sport in piena regola, e probabilmente verrà presto inserito nei giochi olimpici.
Questo sport richiede furbizia, velocità, resistenza, intelligenza, intuizione, abilità nel recitare e così via.
Possiamo, a grandi linee, classificare i giochi del pullman.
“Abbassa lo schienale”.
Vince chi riesce ad abbassare, totalmente, lo schienale del proprio sedile, possibilmente impedendo allo stesso tempo di farlo abbassare al concorrente del sedile di fronte.
Chi arriva prima sul posto è avvantaggiato: può abbassare totalmente il suo schienale, e alzare quello davanti.
Poi basta far finta di dormire, in modo che l’avversario, quando arriverà, non potrà cambiare le carte in tavola per paura di svegliarti.
“Il finestrino”.
Il posto finestrino viene assegnato in maniera del tutto casuale (anche quando lo si richiede espressamente) da chi ti fa il biglietto.
Il mondo si divide in sfigati e non. Gli sfigati non hanno un posto finestrino.
Anche qui arrivare per primi è fondamentale, e fare finta di dormire può essere la mossa vincente per rubare il posto che non ti spetta di diritto. In ogni caso potresti suscitare sensi di colpa nell’avversario portandolo a conoscenza (minacciandolo) del fatto che, se non puoi goderti il panorama, rischi di vomitargli addosso.
Se il posto è tuo puoi sempre portarti dietro il legale di fiducia, ed intimare all’occupante comunista di abbandonare il luogo.
Corsa alla toilette”.
A questa disciplina partecipano per lo più le donne.
Sembra infatti che solo per loro si presenti sempre il problema della fila alla toilette.
Non ho mai capito il perché, ma fondamentalmente un’idea ce l’avrei: le donne ci mettono più tempo per fare qualcosa, rispetto agli uomini.
Soprattutto quando si tratta di parcheggiare o raggiungere l’orgasmo.
Le poche occasioni nelle quali la donna si dimostra più veloce dell’uomo sono: lavare i piatti, stirare, stendere i panni, fare le pulizie e notare un vestito in saldo.
L’obbiettivo è raggiungere il WC dell’autogrill arrivando prima di tutte.
Statisticamente non si è mai verificato che una donna non abbia bisogno di andare in bagno alla fermata dell’autogrill, ciò mi porta a pensare che vi sia un’incontinenza diffusa nel genere femminile, o semplicemente che vincere questo gioco suscita in loro una certa assuefazione psicologica.
Le donne si accalcano alle porte, e sperano che l’autista apra per prima la porta che hanno scelto; all’apertura cominciano a correre facendo finta di camminare. Non guardano in faccia a nessuno e raggiungono la meta. Sono in poche a farcela.
L’uomo invece scende tranquillamente dal pullman, mangia, rutta, beve, e poi si ricorda che deve andare in bagno; arriva all’entrata dei bagni, nota 43 donne che stanno facendo la fila, ringrazia Dio di essere nato maschio ed entra nel bagno uomini.
L’ultimo gioco è una sfida con se stessi: si chiama “Dormi”.
L’obbiettivo è dormire trovando una posizione comoda, ed allo stesso tempo cercando di non infastidire chi sta giocando al tuo fianco, in quanto lui potrebbe infastidirti a sua volta e farti perdere.
Situazione particolarmente difficile si verifica quando accanto ti capita un passeggero obeso, vecchio o semplicemente che russa.
L’obeso ti ostacola fisicamente, il vecchio ti distrugge l’olfatto, quello che russa invece punta al tuo udito.
Per  dormire è consentito l’uso di doping: melatonina, valeriana, sonniferi e overdose di farmaci.
Però, purtroppo, pare che le fermate agli autogrill siano programmate nella mia fase REM.
Questo significa che nel momento in cui entro in un sonno profondo, ci deve essere qualche satellite che rileva le mie onde celebrali e fa si che l’autista si fermi al primo autogrill disponibile.
L’autista prende il microfono e annuncia, a bassa voce: “Quindici minuti”.
Mi chiedo perché parlare a bassa voce, se si parla con un microfono.
Però ho troppo sonno per pensarci adesso, magari domani ci scriverò un articolo, ma ora faccio finta di non sentire e continuo a dormire.
Il caso vuole che il mio compagno di viaggio sia donna e che, guardacaso, abbia vinto il gioco del finestrino; di conseguenza deve correre al bagno. Di conseguenza deve urtarmi.
Ma imperterrito continuo a dormire, a stento.
L’autista riprende il microfono in mano e, questa volta ad alta voce, esclama: “15 minuti”.
Io apro gli occhi e comincio a giocare a “Non bestemmiare”.

2 Comments on “Pullman: Just Do It!

cate
febbraio 20, 2009 a 2:00 pm

“Le poche occasioni nelle quali la donna si dimostra più veloce dell’uomo sono: lavare i piatti, stirare, stendere i panni, fare le pulizie e notare un vestito in saldo.” Mi pongo una sola domanda…ma con che razza di donne tieni a che fare?…mah…è assurdo che si facciano tali affermazioni sul genere femminile semplicemente in base al fatto che ci sono innumerevoli situazioni nelle quali noi donne siamo anni luce più avanti rispetto a voi “uomini”…te ne dico soltanto una…RAGIONARE…
Saluti mio carissimo gv…

gV
febbraio 21, 2009 a 7:50 pm

Le donne ragionano?
Che luogo comune…
😀

I commenti sono chiusi.