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ottobre 31, 2009

I budini al cioccolato

Oggi si parlava di una tizia che si è laureata senza festeggiare, che tipo stava seguendo un corso della specialistica e ha chiesto al professore di uscire dieci minuti, il tempo di andare a laurearsi per poi tornare ai corsi.
Non ha comunicato a nessuno questo evento, tentando di depistare addirittura i genitori per trovarsi completamente sola alla discussione della tesi.
Il suo atteggiamento per quanto mi riguarda stava ad indicare “Non ho un cazzo da festeggiare”, nonostante si sia laureata in tempo.
Personalmente non penso di laurearmi in tempo, a meno che stanotte non decidano di darmi una qualsiasi laurea ad honorem.
La mia carriera didattica è disastrata quasi quanto la vita sociale di chi legge questo blog.
Dico sul serio, la situazione è tragica; se un giorno dovessi laurearmi Siena stamperà delle cartoline per l’occasione, e tu le acquisterai.
Mia nonna ha fatto un voto religioso: se mi laureo, raggiungerà la basilica Santa Cateriniana di San Domenico (Siena) a piedi scalzi.

Io: “Hai più di 80 anni, come pensi di arrivare a Siena a piedi scalzi?”
Nonna: “Ma io mi faccio accompagnare da tua madre con la macchina di fronte la basilica, scendo e ci entro scalza”.

Nonna è un genio.
Doveva iscriversi a ingegneria.
Se si fosse laureata, avrei fatto un voto religioso consistente nel raggiungere la basilica Santa Cateriniana di San Domenico (Siena) a piedi scalzi.

Ing. Nonna: “Dopo aver consultato attentamente Google Maps, ho avuto modo di constatare che Siena dista dal tuo paese di residenza circa 761km nell’ipotesi che tu intraprenda il percorso pedonale più breve, come pensi di arrivarci a piedi scalzi?”
Io: “Mi considero ateo.”

Sono un genio.
Ma col cazzo che mi iscriverei di nuovo a ingegneria.
Comunque non è questo il punto.
Stavo cercando di spiegare quanto festeggiare sia controproducente: comunicare al mondo che le cose ti stanno andando bene comporterà che il mondo comincerà a far di tutto perchè le cose ti vadano male.
Perchè il mondo ti odia.
Statisticamente il nostro umore dovrebbe essere normale, quindi se sei felice probabilmente presto ti accadrà qualcosa di brutto, e poi la gente non vuole mai il tuo bene perchè è invidiosa, quindi gli altri faranno di tutto per complicarti la vita.
Quindi più le cose ti vanno bene, peggio è.
Ad esempio immagino il mio matrimonio con una donna bellissima, solare, simpatica, fantastica; nella migliore delle ipotesi tutti vorranno scoparsi mia moglie.
Ipocrisia, è tutta una presa in giro, andiamo, pensi davvero che la gente sia felice di festeggiarti?
Nel momento in cui qualcuno parteciperà alla tua festa, ti odierà per vari motivi: il menù fisso, le scarpe scomode, il vestito costoso, il menù fisso che sporca le scarpe scomode e il vestito costoso, il regalo.
Il regalo: cioè io dovrei versare una cospicua parte del mio budget di sopravvivenza perchè tu hai raggiunto un successo personale?
Ma che razza di stronzata è?
L’apoteosi del rincoglionimento umano sta nel festeggiare il compleanno: cosa sarebbe, un premio di consolazione per distogliere il mio pensiero dall’avvicinamento alla putrefazione?
Ogni volta che compi gli anni ti avvicini sempre di più alla morte, puntualmente ti ritrovi circondato da persone che si complimentano con te per il lieto proseguire del degradamento del tuo organismo.
Capisci? Tu stai morendo! E, nel giorno in cui dovresti renderti conto di quanto vicino sia la fine, loro ti faranno credere che sei speciale: è un complotto, vogliono distrarti, così tu non farai niente per evitare l’inevitabile.
Perchè poi sono speciale solo in quel giorno?
Negli altri no?
Comunque sia la mia laurea la vedo ancora lontana, quando la vedo; per ora mi preoccupo della sopravvivenza universitaria.
L’universitario ha troppo da fare, anche quando non ha niente da fare, ovvero è pigro.
La spazzatura di solito prende vita e scende le scale da sola, si deposita davanti la porta e aspetta che la nettezza urbana venga a prelevarla.
Con noi non ci vuole stare, dice che siamo sporchi.
Una volta abbiamo pensato di chiamare i GhostBusters per pulire la cucina.

Il mio frigorifero: “Sei tu un Dio?”
Ray: “No…”
Il mio frigorifero: “Allora muori!”
Winston: “Ray, quando qualcuno ti chiede se sei un Dio, tu gli devi dire sì!”

Il frigorifero ha avuto la meglio.
Due cose ti mancano se sei studente fuori sede: una dignità culinaria, e un’igiene decente.
Lo studente è troppo pigro per cucinare, e poi ci sarebbero i piatti da lavare.
Per questo motivo mangia a mensa.
Per lo stesso motivo non pulisce casa, “Non pulisco perchè devo studiare”, pensa fra se e se mentre cazzeggia al computer, e così vive in condizioni igieniche precarie paragonabili solo alle condizioni igieniche della mensa.
Dio solo sa cosa gira nella cucina della mensa.
Dopo l’ultima ispezione dei NAS hanno abbassato il prezzo del pasto, aggiunto un budino e bevande gratuite a volontà: che cazzo significa?
Comunque la fame e la pigrizia hanno sempre la meglio, infatti stasera sono andato a mensa dove posso prendere (al modico prezzo di due euro e cinquanta): 1 primo, 1 secondo, 1 contorno, 1 frutta, 1 dessert.
Però posso cambiare la frutta con un dessert. Idem per il contorno.
Quindi di solito prendo 1 primo, 1 secondo, 3 budini al cioccolato.
Amo il cioccolato.
Da ieri alla cassa hanno messo un tizio calvo che somiglia a Lino Banfi, il quale mi costringe a prendere la frutta al posto del contorno e la frutta al posto della frutta: in pratica non posso avere più di un budino.
Questa regola se l’è inventata lui, oggi sono tornato a casa con un budino e due pere.
Odio sbucciare le pere.
Sarà mica un salutista sfegatato? Non credo, a giudicare dalla sua forma fisica.
Sarà mica che mi odia a prescindere? Può essere.
Sarà mica un frustrato che il giorno della discussione della sua tesi di laurea in ingegneria informatica era pieno di capelli e si sentiva il re del mondo perchè tutti lo festeggiavano ed era fiducioso del fatto che i cinque anni in più che ha impiegato per completare il suo percorso di studi non influissero negativamente sulla sua futura carriera lavorativa e che probabilmente l’Intel o qualsiasi altra azienda leader nel settore l’avrebbe assunto ad occhi chiusi per il titolo di studi che finalmente impugnava, e ora l’unica soddisfazione che può trarre dalla sua vita sta nel privarmi dei budini al cioccolato? Probabile.
Ecco perchè non festeggerò la mia laurea: non voglio diventare calvo.

9 Comments on “I budini al cioccolato

Davide
ottobre 31, 2009 a 3:28 am

ma tu stai diventando calvo!! vuol dire che festeggi lentamente la tua laurea ancora prima di esserti laureato?

Io
ottobre 31, 2009 a 3:21 pm

vuol dire che presto potrai dire addio ai tuoi budini al cioccolato.

Davide
ottobre 31, 2009 a 11:59 pm

ma io nn li voglio i budini al cioccolato!!

Io
novembre 1, 2009 a 1:15 am

Impossibile: il mondo si divide in due tipi di persone, quelli che vogliono i budini al cioccolato e….
…che stavamo dicendo?

ItaLia
novembre 2, 2009 a 2:17 am

…..mmmmm…. Budino al cioccolatoooooo….

Iena
novembre 3, 2009 a 10:07 pm

Per l’ironia dovrei darti un pollice alto, per il cinismo da quattro soldi un pollice verso. Esiste il pollice traverso?

Io
novembre 3, 2009 a 10:34 pm

solo nei film porno

sicomeno
novembre 5, 2009 a 9:55 am

ma questa che si è laureata senza dire niente a nessuno, studia ingegneria?

Io
novembre 5, 2009 a 12:29 pm

si

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