La scienza è razzista v1.1

27/02/2009

Ok, il fumo uccide. A volte. Mica sempre.
Non è bello fare di tutta l’erba un fascio.
Come se domani costringessimo i ROM ad indossare magliette del tipo “Io stupro”, oppure decidessimo di tatuare sulle persone di colore (scuro) la scritta “Ho un pene enorme”.
Questo è razzismo, cazzo.
Non è giusto fare del tabacco il capro espiatorio della nostra mortalità.
Non è giusto nei confronti dell’alcool, intendo.
E del McDonald, of course.
Una volta sui pacchetti di sigarette non c’erano minacce; un bel giorno qualcuno ebbe l’idea di avvertire i consumatori.
La prima scritta fu, se non ricordo male, “Nuoce gravemente alla salute”. Ingegnoso.
Peccato che molti ignorassero cosa volesse dire “Nuoce”.
Dopo un bel pò si comprese l’inefficacia di tale messaggio, perciò si decise di essere più diretti: “Il fumo uccide”.
La gente però continuò a suicidarsi.
Allora i messaggi diventarono “Il fumo provoca il cancro ai polmoni”, “Il fumo bla bla bla le tue arterie”, fino ad arrivare a “Il fumo provoca l’impotenza”.
L’impotenza NO! Tutto ma non l’impotenza.
E qualche maschietto cominciò a rifiutare i pacchetti con quella scritta stampata, come se fossero proprio quei pacchetti a provocare l’impotenza, per la serie:

Fumatore: “Marlboro Rosse, grazie”.
Tabaccaio:”Preferisce un cancro ai polmoni, l’impotenza, oppure…”
Fumatore:”Guardi mi dia il cancro ai polmoni, l’impotenza non la digerisco proprio!”
Tabaccaio:”…ieri mi sono arrivati anche pacchetti che provocano la leucemia mieloide acuta, se vuole provare qualcosa di nuovo…”
Fumatore:”No no, grazie lo stesso, prendo il cancro ai polmoni così vado sul sicuro.”

Forse hanno capito come mettere paura ai fumatori, e da un pò sono comparse scritte del tipo “Il fumo invecchia la pelle”; per una donna l’invecchiamento della pelle è come l’impotenza per un uomo.
E certo, messaggi del genere suggestionano, non c’è che dire.
Per convincere la gente a non fumare comincerei  a scrivere sui pacchetti di sigarette: “Il fumo provoca la cellulite”, “Fumare ingrassa”, “Se fumi diventi gay” e così via.

Provate ad immaginare come sarebbe la vita se ci fossero avvertimenti su ogni cosa che potrebbe farci male.

Al bar:
Comune Mortale: “Un Fernet Branca”
Barista: “Ecco a te. Questo amaro provocherà danni irreversibili al tuo fegato.”
 
Al McDonald:
Comune Mortale:” Un BigMac”.
Laureato in filosofia che lavora presso McDonald: “Questo panino uccide, tuttavia secondo Schopenhauer la vita è un pendolo che oscilla tra il dolore e la noia, tutto soffre, l’amore è un’illusione.  Sono 3€, grazie.”

Qualsiasi azione ci porterà alla morte, anche perchè cominciamo a morire nel momento in cui nasciamo.
Nel migliore dei casi moriremo di vecchiaia.
Nell’articolo “Perchè ragionare non serve a un cazzo” ho spiegato quanto siano insignificanti probabilità e statistica, quindi, personalmente, non baserei le mie scelte su queste scienze.
Mangia che vuoi, bevi quanto ti pare, respira veleno e rischia ogni giorno, l’importante è che tu ti senta vivo, anche se stai morendo.
Forse è proprio l’ucciderci lentamente che ci fa sentire vivi, come un malato di cancro ai polmoni che negli ultimi giorni di vita continua a fumare nervosamente le sigarette che lo hanno segnato: sentirsi vivi significa avere la sensazione di controllare la nostra vita, come se alla fine fossimo noi a decidere di morire.
Ci sono sportivi che si realizzano tramite il doping, tossici che trovano la felicità in una siringa, o semplicemente fumatori ai quali basta l’assuefazione biologica della nicotina per avere un motivo di vita.
Meglio decidere di morire con un sorriso sulle labbra che passare la vita a privarsi di ciò che si desidera, nell’illusione di evitare una morte che in realtà stiamo solo logorando.
Secondo me. 

Hspeso metà dei miei soldi iauto veloci, donne e alcool… il resto l‘ho sprecato”

George Best 

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Pullman: Just Do It!

20/02/2009

Personalmente, preferisco il treno
Per viaggiare, intendo.
Il pullman non l’ho mai sopportato per vari motivi.
Anzitutto il bagno: nel momento in cui c’è la sosta all’autogrill, non hai alcun tipo di bisogno; qualche minuto dopo verrai improvvisamente colpito da un disagio a caso fra vomito, nausea, diarrea, incontinenza, mestruazioni.
Nei pullman italiani c’è un grande mistero: tutti i veicoli hanno il bagno, ma tutti i bagni sono misteriosamente fuori servizio.  Un po’ come quelle tasche finte dei pantaloni  dove c’è solo il taglio nella stoffa, ma in realtà non c’è la tasca: nei pullman c’è la porta del bagno, c’è il cartellino con l’insegna “WC”, ma nessuno sa cosa ci sia dietro quella porta.
A parte il WC, il viaggio in pullman è uno sport in piena regola, e probabilmente verrà presto inserito nei giochi olimpici.
Questo sport richiede furbizia, velocità, resistenza, intelligenza, intuizione, abilità nel recitare e così via.
Possiamo, a grandi linee, classificare i giochi del pullman.
“Abbassa lo schienale”.
Vince chi riesce ad abbassare, totalmente, lo schienale del proprio sedile, possibilmente impedendo allo stesso tempo di farlo abbassare al concorrente del sedile di fronte.
Chi arriva prima sul posto è avvantaggiato: può abbassare totalmente il suo schienale, e alzare quello davanti.
Poi basta far finta di dormire, in modo che l’avversario, quando arriverà, non potrà cambiare le carte in tavola per paura di svegliarti.
“Il finestrino”.
Il posto finestrino viene assegnato in maniera del tutto casuale (anche quando lo si richiede espressamente) da chi ti fa il biglietto.
Il mondo si divide in sfigati e non. Gli sfigati non hanno un posto finestrino.
Anche qui arrivare per primi è fondamentale, e fare finta di dormire può essere la mossa vincente per rubare il posto che non ti spetta di diritto. In ogni caso potresti suscitare sensi di colpa nell’avversario portandolo a conoscenza (minacciandolo) del fatto che, se non puoi goderti il panorama, rischi di vomitargli addosso.
Se il posto è tuo puoi sempre portarti dietro il legale di fiducia, ed intimare all’occupante comunista di abbandonare il luogo.
Corsa alla toilette”.
A questa disciplina partecipano per lo più le donne.
Sembra infatti che solo per loro si presenti sempre il problema della fila alla toilette.
Non ho mai capito il perché, ma fondamentalmente un’idea ce l’avrei: le donne ci mettono più tempo per fare qualcosa, rispetto agli uomini.
Soprattutto quando si tratta di parcheggiare o raggiungere l’orgasmo.
Le poche occasioni nelle quali la donna si dimostra più veloce dell’uomo sono: lavare i piatti, stirare, stendere i panni, fare le pulizie e notare un vestito in saldo.
L’obbiettivo è raggiungere il WC dell’autogrill arrivando prima di tutte.
Statisticamente non si è mai verificato che una donna non abbia bisogno di andare in bagno alla fermata dell’autogrill, ciò mi porta a pensare che vi sia un’incontinenza diffusa nel genere femminile, o semplicemente che vincere questo gioco suscita in loro una certa assuefazione psicologica.
Le donne si accalcano alle porte, e sperano che l’autista apra per prima la porta che hanno scelto; all’apertura cominciano a correre facendo finta di camminare. Non guardano in faccia a nessuno e raggiungono la meta. Sono in poche a farcela.
L’uomo invece scende tranquillamente dal pullman, mangia, rutta, beve, e poi si ricorda che deve andare in bagno; arriva all’entrata dei bagni, nota 43 donne che stanno facendo la fila, ringrazia Dio di essere nato maschio ed entra nel bagno uomini.
L’ultimo gioco è una sfida con se stessi: si chiama “Dormi”.
L’obbiettivo è dormire trovando una posizione comoda, ed allo stesso tempo cercando di non infastidire chi sta giocando al tuo fianco, in quanto lui potrebbe infastidirti a sua volta e farti perdere.
Situazione particolarmente difficile si verifica quando accanto ti capita un passeggero obeso, vecchio o semplicemente che russa.
L’obeso ti ostacola fisicamente, il vecchio ti distrugge l’olfatto, quello che russa invece punta al tuo udito.
Per  dormire è consentito l’uso di doping: melatonina, valeriana, sonniferi e overdose di farmaci.
Però, purtroppo, pare che le fermate agli autogrill siano programmate nella mia fase REM.
Questo significa che nel momento in cui entro in un sonno profondo, ci deve essere qualche satellite che rileva le mie onde celebrali e fa si che l’autista si fermi al primo autogrill disponibile.
L’autista prende il microfono e annuncia, a bassa voce: “Quindici minuti”.
Mi chiedo perché parlare a bassa voce, se si parla con un microfono.
Però ho troppo sonno per pensarci adesso, magari domani ci scriverò un articolo, ma ora faccio finta di non sentire e continuo a dormire.
Il caso vuole che il mio compagno di viaggio sia donna e che, guardacaso, abbia vinto il gioco del finestrino; di conseguenza deve correre al bagno. Di conseguenza deve urtarmi.
Ma imperterrito continuo a dormire, a stento.
L’autista riprende il microfono in mano e, questa volta ad alta voce, esclama: “15 minuti”.
Io apro gli occhi e comincio a giocare a “Non bestemmiare”.

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Commento ragionato su Eluana Englaro

09/02/2009

Ultimamente cerco di non scrivere riguardo argomenti politici, anche perchè, personalmente, più cresci e più sei confuso in materia.
Quando hai circa 16 anni, approcci alla politica, convinto di sapere già tutto il necessario; solitamente diventi o neofascista, o comunista.
Poi si cresce, i neofascisti spariscono, perchè in Italia partiti neofascisti non ce ne possono essere per legge. O forse semplicemente sono più intelligenti dei loro antagonisti, e diventano moderati, maturando.
Inveece i comunisti no. La maggiorparte dei comunisti rimane dichiaratamente comunista, convinti delle proprie idee, o al massimo diventano radicali. I radicali sono un pelo meno idioti dei comunisti, ma pur sempre estremisti.
Ci stava questa cazzo di Eluana Englaro che era viva, fino a qualche ora fa. Ora è morta.
I comunisti, e i cattocomunisti, hanno cominciato a speculare sulla vicenda: è diventata una ragione di stato far morire questa persona.
La morte di Eluana per la sinistra ha rappresentato un ideale: ognuno può fare che cazzo vuole.
E si, io lo chiamo liberticidio.
Non ho ancora ben capito se hanno sospeso l’alimentazione, o se il decesso è avvenuto così, tanto per; ma onestamente non mi importa.
Si, perchè di Eluana Englaro, NON ME NE FOTTE UN CAZZO.
E quando dico questo, intendo dire che quando ho saputo che è morta non ho avuto una fitta al cuore, ne mi è dispiaciuto, nemmeno un pò. Niente. Ho i miei problemi per la testa, e per il momento li ritengo più importanti della non-vita di Eluana.
Il punto è che in questi momenti mi vergono ad essere italiano, perchè l’Italia è uno stadio, e gli italiani sono perennemente pronti a schierarsi come tifoserie su qualsiasi punto, facendone il problema principale della loro esistenza.
Ma io mi chiedo: di tutta questa gente che predica, quanti cazzo hanno pianto per il padre di Eluana che stava male?
Ma ve ne fotte veramente? No! Il punto è che a voi basta avere ragione, e pur di compiacervi di una qualsivoglia vittoria politica siete pronti anche a sperare nella morte di una persona.
Non era viva? Che ne sapete? Ma soprattutto, che cosa ve ne strafotte?
Se ve ne fregava una benamata minchia della vita delle persone, a quest’ora non avreste questo merda di computer, ma vi sareste privati di qualsiasi cosa per donarla a chi ha fame.
Io in America ho visto gente che andava a rovistare nel bidone dell’immondizia per cercare il panino che avevo appena buttato, e lì vi assicuro che il cuore si stringe a chiunque, a vedere una scena del genere.
E quanti bambini stanno morendo in questo momento, chessò, in Africa? Ma anche in Cina eh… e voi che state facendo per salvarli?
State scrivendo messaggi personali per comunicare al mondo di quanto siete indignati sul fatto che Silvio Berlusconi non vuole far morire Eluana?
Ma, maledizione, quello è un politico! E’ il suo lavoro, aggrapparsi sulle cazzate per accaparrarsi i voti.
Figuriamoci se Silvio ha ideali.
E Veltroni? Uguale.
E voi? I coglioni che ci vanno dietro.
Non vi crede nessuno che ve ne frega di quella ex morta-vivente, a voi, di lei, non ve ne è mai importato, finquando non l’hanno fatta passare per i telegiornali.
Il punto è che c’è gente così squallida da sperare sulla morte o sulla vita di una persona pur di avere una soddisfazione idealistica su un argomento che, comunque, non interessa. Perchè qua non si parlava nemmeno di testamento biologico, ma del pensiero di un genitore.
Mi fa schifo tutto ciò, perchè l’Italia ormai è un gossip, ogni vicenda è trattata come cronaca, rosa o nera, anzi, rossa o nera.
E voi non riuscite ad acquisire quel cinismo che vi permette di guardare lo spettacolo senza farvi coinvolgere da questi attori, che in realtà sono burattinai; voi credete di pensare ed agitarvi, ma è il loro recitare che sta muovendo i vostri fili.

Bruciatevi.

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