La persona giusta

15/06/2010

E ci pensavo alla persona giusta, quand’ero piccolo.
Anche se la gente diceva che non sai mai come fare per capire chi è la persona giusta, se è la persona giusta. E io non ci volevo pensare perchè mi bastava immaginare il finale per essere felice. E a ventitreanni te lo chiedi chi è la persona giusta.

Non so come si fa a capire chi è la persona giusta, ma se volessi cercare di capirlo il mio metro di valutazione è… beh, non dovrebbe mai essere meno importante di qualcosa la persona giusta.

Non dovrebbe mai essere meno importante di me la persona giusta.

Non dovrebbe mai essere meno importante di te la persona giusta.

- Ma cosa vorresti sapere?

- Io vorrei sapere quello che tu pensi io vorrei sapere : )

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Rhum e Pera

28/09/2009

Io sono un paranoico: penso che il mondo intero ce l’abbia con me.
Ecco perchè mi state tutti sul cazzo.
Dio si divertirà a complicarmi l’esistenza, arrecandomi fastidio come quando non trovo ciò che avevo in mano fino a pochi minuti prima, che poi magari ce l’avevo sotto il naso ma semplicemente non lo vedevo.
Qualcosa andrà storto, anche più di “qualcosa”, anche più di “storto”.
Non gradisco l’idea di attribuire le mie speranze alla fortuna perchè è lunatica, come se fosse perennemente indisposta, un ciclo mestruale cominciato nel 1987 che terminerà non prima della mia morte.
Nonostante tutto, se mi prefisso un obbiettivo do per scontato che io ci possa riuscire, e se non ci riesco, pazienza.
Orgoglio e autostima non sono sempre sufficienti ad ammortizzare i miei fallimenti, i quali, a volte, sono così pesanti che mi spezzano la schiena.
Fa niente: finora col tempo sono sempre guarito.
Io ci provo.
Mi guardo bene dal tenermi in gola le parole: ho passato gran parte della mia vita a non dire le cose volevo dire, e me ne sono pentito.
La nostra natura ci impone di mandare messaggi subliminali, comunicare con i gesti, perchè abbiamo paura di esporci per come siamo.
Anche a noi stessi.
Quando tutto sarà finito sono sicuro che mi verrà concesso un minuto per ripensare a tutte le volte che volevo urlare cosa sentivo, ma sono stato zitto per paura di non essere capito, e rimpiangerò gli obbiettivi che ho abbandonato perchè il timore di fallire mi ha impedito di perseguirli.
Questa vita è una puttana e probabilmente mi spezzerà il cuore, ma cazzo, sono innamorato.
Va così, Rhum e Pera, perchè ci sono dei momenti forti che ti lasciano l’amaro in bocca, e altri talmente belli da farti dimenticare quel retrogusto sgradevole che ha la vita.
Se davvero Dio mi odia, mi accorgerò di aver finito il succo di frutta soltanto dopo aver bevuto l’ultimo bicchiere di rhum, e resterà un cattivo sapore sul mio palato.
Ma sarò troppo ubriaco per rendermene conto.

Quando sei felice bevi per festeggiare.
Quando sei triste bevi per dimenticare.
Quando non hai nulla per essere triste o essere felice, bevi per fare accadere qualcosa.
(Charles Bukowski)

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La questione interventismo

23/09/2009

Esiste un paese (non il nostro) dove i diritti umani non vengono rispettati e la gente muore per un si e per un no, spesso ingiustamente.
Quando si parla di interventismo, l’animo politico della popolazione si manifesta inevitabilmente.
Possiamo suddividere l’opinione politica italiana principalmente in due fazioni: la destra e la sinistra.
Le persone di destra, detti anche fascisti, sono a favore dell’intervento in guerra, in quanto ritengono inferiore la cultura di quel paese e quindi necessario un cambiamento, anche a costo di usare la forza.
I militanti di sinistra, detti anche nazionalisti, sono contrari all’interventismo, nonostante la questione dei diritti umani e della gente che muore, perchè non è affar nostro ciò che succede negli altri paesi, e la guerra non è mai una soluzione.
Tranne se si parla del ventennio: in quell’occasione, l’uso della forza era più che lecito.
Vuoi o non vuoi, in guerra il morto ci scappa sempre, e questo comporta ulteriori divergenze d’opinone.
I fascisti vorrebbero per i combattenti defunti un trattamento speciale, tipo un funerale di stato; i nazionalisti, invece, affermano che la morte in guerra non valga meno delle altri.
In pratica, non esistono morti di serie A e morti di serie B: ogni vita ha lo stesso valore, indipendentemente dal mestiere che facevi.
Concludendo, secondo la sinistra:
- La morte di un partigiano vale quanto quella di un poliziotto.
- Se Hitler non avesse invaso la Polonia, poteva anche sterminare gli ebrei indisturbato: non saremmo dovuti intervenire, anzi era nostro dovere rispettare la loro cultura. O quantomeno assistere senza muovere un dito.
- Dobbiamo impegnarci affinchè i diritti umani vengano osservati nel nostro paese, ciò che succede altrove non ci riguarda.
- L’uso della forza è consentito esclusivamente nel caso in cui vi sia una dittatura, ma soltanto in Italia.
- Se in Italia ci fosse stato il petrolio, gli Americani non sarebbero dovuti intervenire durante la seconda guerra mondiale, per coerenza.

Pace.

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Cosplay Porno

17/09/2009

Noto una mail che ha come oggetto: “Falle diventare compagne di scuola”, quindi, pensando che fosse pubblicità di qualche sito porno, la apro.
Il testo recita: “Monika e Daya vorrebbero andare a scuola per imparare a leggere e scrivere…”
A questo punto mi immagino due asian teens, vestite con le uniformi da studentesse giapponesi (camicetta bianca e minigonna blu,cortissima) e capelli legati tipo conigliette di playboy, che si dilettano in improbabili posizioni su un banchetto di scuola.
Poi ho continuato a leggere: “…ma come tanti altri bambini nel Sud del mondo sono costrette a lavorare per aiutare la famiglia. “
E già lì la fantasia non reggeva più…
“Unisciti ad ActionAid per garantire a tutti i bambini il diritto all’istruzione, al cibo e alle cure! Adotta un bambino a distanza: darai a lui e ai suoi amici la possibilità di costruire un futuro migliore partendo dai banchi di scuola.”
A quel punto ho realizzato di essere un pervertito.
E che se non accellero i tempi della mia laurea, anche io avrò bisogno di qualcuno che mi garantisca il diritto all’istruzione, perchè i miei genitori si stanno rompendo i coglioni.

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Se non condividi non mi vuoi bene

19/07/2009

Il modo più semplice per fare politica è speculare sui problemi della società, fino a raccogliere il consenso della popolazione, per poi trasformarlo in odio e canalizzarlo verso qualcosa o qualcuno.
Hitler così stava conquistando il mondo.
L’odio è il fattore che meglio accomuna gli esseri umani: diamo loro un nemico, e loro si coalizzeranno.
Visto che gli alieni non ci hanno invaso (per il momento) e Hitler è morto (almeno così sembra), ultimamente la gente si coalizza contro le guerre e la fame nel mondo.
Così, navigando su facebook, mi sono imbattuto in questo gruppo:

titolo

Sorvoliamo sulla grammatica drammatica.
Notare l’immagine del bambino a destra, messa lì per sensibilizzare le persone.
Trovo sia davvero subdolo cercare di impietosire le persone con messaggi di pura demagogia che non portano a niente.
Mi chiedo il perchè di questo gruppo.
Ma la cosa che mi da più fastidio è il messaggio nel titolo “CONDIVIDI SE SEI DACCORDO”.
Cos’è, bassa psicologia?
La lotta al nulla: chi potrebbe mai essere a favore della fame nel mondo?
Che senso ha?
Allora entro nel gruppo e scrivo in bacheca, fra i tanti messaggi solidali, che io sono a favore di guerre e fame nel mondo.
Esco dal gruppo e non ci penso più.
Poco fa vedo un messaggio in posta, è il fondatore del gruppo:
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Sorvoliamo nuovamente sulla grammatica drammatica.
Mi sovviene il messaggio lasciato oggi su quella bacheca, e vado a controllare eventuali reazioni:
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Se entri in una chiesa e urli che Dio non esiste, i cattolici sclerano allo stesso modo.
Chi fonda questi gruppi vuole semplicemente mettere in vetrina la sua “sensibilità” per ricevere applausi e approvazioni dal pubblico.
La gente che si unisce e condivide lo fa per sentirsi sensibile almeno quanto il creatore.
Il creatore del gruppo intendo.
Non il Creatore Dio.
Dio non è sensibile perchè non si è iscritto.
E questo spiegherebbe perchè Lui non vuole far cessare le guerre e la fame nel mondo.
Ma questa è un’altra storia.
Tornando a noi, anzi a me, anzi a loro (gli idioti), sono convinto dell’esistenza di persone che sarebbero capaci di sentirsi in colpa se non si unissero a questi cori.
Ma ci sono altri esempi eh.

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Sorvoliamo, come sempre, sulla drammatica grammatica del fondatore di turno.
E sorvoliamo anche sul fatto che Dio non si è iscritto nemmeno a questo gruppo, il che potrebbe indurci a pensare che abbia litigato con la Madonna, o qualcosa del genere.
Piuttosto vorrei farvi notare, oltre all’ennesimo esempio di bassa psicologia nel titolo, l’autocelebrazione nella descrizione del gruppo, dove il fondatore mette in evidenza propri nome e cognome, come per dire “L’ho creato io, fatemi i complimenti.”.
BRAVO GIOVANNI! HAI VINTO UNA R MOSCIA!

Visto l’alto tasso di idiozia presente nei social network, qualcuno ha ben pensato di creare gruppi assurdi, del tipo:

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dove si può assistere a discussioni filosofiche del genere:

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Eppure qualcuno ci ha creduto:
8.

Così poco tempo fa, dopo tutti gli “ovvi” gruppi che condannavano gli stupri, qualcuno creò un gruppo Pro-Stupro per divertirsi.
Io voglio sperare che siano solamente pochi idioti a prendere questi gruppi sul serio.

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Ecco. Appunto.
A volte mi sembra di vivere in una puntata di South Park.

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La mia medicina

25/05/2009

In certe situazioni chiudiamo gli occhi ed ingoiamo a denti stretti.
Un pò come mangiare la verdura che non ti piace, dicendo a te stesso che fa bene.
Un pò come una medicina, amara, che ingoi perchè non vuoi stare più male.
Quando perdi una persona importante, non è facile accettarlo.
Soprattutto se un motivo valido non lo trovi.
La bugia che dici a te stesso è la tua medicina.
Un motivo te lo inventi.
Forse non c’è stato niente, forse c’è qualcun’altro, forse mi ha preso in giro.
Scegli un forse, fra i tanti, e te lo ficchi in testa.
Di forza.
Perchè non è facile crederci.
Ma ne hai bisogno.

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La scienza è razzista v1.1

27/02/2009

Ok, il fumo uccide. A volte. Mica sempre.
Non è bello fare di tutta l’erba un fascio.
Come se domani costringessimo i ROM ad indossare magliette del tipo “Io stupro”, oppure decidessimo di tatuare sulle persone di colore (scuro) la scritta “Ho un pene enorme”.
Questo è razzismo, cazzo.
Non è giusto fare del tabacco il capro espiatorio della nostra mortalità.
Non è giusto nei confronti dell’alcool, intendo.
E del McDonald, of course.
Una volta sui pacchetti di sigarette non c’erano minacce; un bel giorno qualcuno ebbe l’idea di avvertire i consumatori.
La prima scritta fu, se non ricordo male, “Nuoce gravemente alla salute”. Ingegnoso.
Peccato che molti ignorassero cosa volesse dire “Nuoce”.
Dopo un bel pò si comprese l’inefficacia di tale messaggio, perciò si decise di essere più diretti: “Il fumo uccide”.
La gente però continuò a suicidarsi.
Allora i messaggi diventarono “Il fumo provoca il cancro ai polmoni”, “Il fumo bla bla bla le tue arterie”, fino ad arrivare a “Il fumo provoca l’impotenza”.
L’impotenza NO! Tutto ma non l’impotenza.
E qualche maschietto cominciò a rifiutare i pacchetti con quella scritta stampata, come se fossero proprio quei pacchetti a provocare l’impotenza, per la serie:

Fumatore: “Marlboro Rosse, grazie”.
Tabaccaio:”Preferisce un cancro ai polmoni, l’impotenza, oppure…”
Fumatore:”Guardi mi dia il cancro ai polmoni, l’impotenza non la digerisco proprio!”
Tabaccaio:”…ieri mi sono arrivati anche pacchetti che provocano la leucemia mieloide acuta, se vuole provare qualcosa di nuovo…”
Fumatore:”No no, grazie lo stesso, prendo il cancro ai polmoni così vado sul sicuro.”

Forse hanno capito come mettere paura ai fumatori, e da un pò sono comparse scritte del tipo “Il fumo invecchia la pelle”; per una donna l’invecchiamento della pelle è come l’impotenza per un uomo.
E certo, messaggi del genere suggestionano, non c’è che dire.
Per convincere la gente a non fumare comincerei  a scrivere sui pacchetti di sigarette: “Il fumo provoca la cellulite”, “Fumare ingrassa”, “Se fumi diventi gay” e così via.

Provate ad immaginare come sarebbe la vita se ci fossero avvertimenti su ogni cosa che potrebbe farci male.

Al bar:
Comune Mortale: “Un Fernet Branca”
Barista: “Ecco a te. Questo amaro provocherà danni irreversibili al tuo fegato.”
 
Al McDonald:
Comune Mortale:” Un BigMac”.
Laureato in filosofia che lavora presso McDonald: “Questo panino uccide, tuttavia secondo Schopenhauer la vita è un pendolo che oscilla tra il dolore e la noia, tutto soffre, l’amore è un’illusione.  Sono 3€, grazie.”

Qualsiasi azione ci porterà alla morte, anche perchè cominciamo a morire nel momento in cui nasciamo.
Nel migliore dei casi moriremo di vecchiaia.
Nell’articolo “Perchè ragionare non serve a un cazzo” ho spiegato quanto siano insignificanti probabilità e statistica, quindi, personalmente, non baserei le mie scelte su queste scienze.
Mangia che vuoi, bevi quanto ti pare, respira veleno e rischia ogni giorno, l’importante è che tu ti senta vivo, anche se stai morendo.
Forse è proprio l’ucciderci lentamente che ci fa sentire vivi, come un malato di cancro ai polmoni che negli ultimi giorni di vita continua a fumare nervosamente le sigarette che lo hanno segnato: sentirsi vivi significa avere la sensazione di controllare la nostra vita, come se alla fine fossimo noi a decidere di morire.
Ci sono sportivi che si realizzano tramite il doping, tossici che trovano la felicità in una siringa, o semplicemente fumatori ai quali basta l’assuefazione biologica della nicotina per avere un motivo di vita.
Meglio decidere di morire con un sorriso sulle labbra che passare la vita a privarsi di ciò che si desidera, nell’illusione di evitare una morte che in realtà stiamo solo logorando.
Secondo me. 

Hspeso metà dei miei soldi iauto veloci, donne e alcool… il resto l‘ho sprecato”

George Best 

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