Meteo

10/03/2010

L’umanità è composta perlopiù da rincoglioniti.
Assumendo questo preconcetto per buono, è possibile comprendere con estrema quanto allarmante facilità perchè i telegiornali siano progettati ad-hoc per i rincoglioniti.
O per rincoglionire, ovviamente.
D’estate ti dicono che fa caldo, d’inverno ti dicono che fa freddo; nel migliore dei casi ti informano che fa tanto caldo, o tanto freddo, o tanto caldo quando dovrebbe fare perlomeno freddo, o viceversa.
I servizi dei telegiornali offrono quotidianamente un monologo sul clima che non ha nulla da invidiare alle conversazioni che intrattengo con mia nonna.
O alle conversazioni che quotidianamente mia nonna intrattiene con il telegiornale, mentre monologo nel vano tentativo di comunicare con lei per farmi riscaldare la pasta.
Ma l’effettiva utilità dei meteorologi è stata neutralizzata ben prima che i telegiornali realizzassero servizi di questo calibro intellettuale: mi è sempre bastato constatare l’entità del disegnino sulla mia regione per pianificare la giornata, il meteorologo non ho mai capito cosa cercasse di comunicare.
Non lo ho mai ascoltato il meteorologo, dico davvero, non ho la minima idea di cosa dicesse, magari parlava davvero con mia nonna.
Sono una razza di dislessici perchè per dire “Piove” ci mettono tre minuti e necessitano l’utilizzo di un gergo tecnico complicato quasi quanto gli sdoppiamenti di personalità del ragazzo della mia ragazza.
In pratica, i meteorologi potrebbero optare per un suicidio di massa.
Per quanto mi riguarda, un meteorologo è utile alla società quanto un un punkabestia.
A meno che non sia un punkabestia che fa i disegnini per il meteo, a quel genere di persone va tutta la mia stima.
Ormai c’è l’inviato speciale per comunicarti qualsiasi cosa: cioè, mandano un giornalista con l’impermeabile sotto la pioggia e lo fanno parlare per tre minuti sotto la pioggia per fargli dire che piove, mentre inquadrano la pioggia che cade, il coglione sotto la pioggia, e la pioggia che cade, sotto la pioggia.
Questa è un intervista tipo dei telegiornali:
Inviato: “Ondata di caldo a ferragosto, il governo ha dichiarato lo stato d’emergenza, i medici consigliano di non stare al sole per evitare il caldo, ma vediamo cosa ne pensano gli italiani…”
Inviato: “Signora fa caldo eh?”
Signora: “Eh si fa proprio caldo”
Conversazioni degne del livello intellettuale di un extracomunitario ubriaco iscritto al PDL.
Poi, sarò io suggestionato, fissato, ma quando guardo studio aperto puntualmente mi ritrovo servizi su cani e gatti; ormai hanno più importanza delle persone, per il telegiornale.
Qualche tempo fa leggevo un articolo riguardante un cane al quale veniva conferita una medaglia al valore perchè era stato in guerra.
Capito? Una medaglia al valore. A un cane.
“Signor presidente, Fido è pronto per la cerimonia, stiamo aspettando solo lei”
Poi le persone si mettono in fila, fanno un buffet, annunciano al microfono la consegna della medaglia ad honorem al quadrupede, il quale con la sua vista monocromatica ci guarda perplessi ed esclama “Bau” in quanto non capisce un cazzo.
E noi gli dedichiamo i servizi al TG.
Ultimamente mandano spesso in onda servizi sulle sfilate di moda dei nostri amici a quattro zampe, dove ai padroni vengono proposte domande interessantissime del tipo:
“E’ più vanitoso il padrone o il cane?” e il padrone, incredibilmente, riesce anche a rispondere con sorprendente elusività: “Beh tutti e due”.
Io sono allibito, davvero, stimo troppo l’umanità per pensare che ci sia gente incantata davanti a tutto ciò.
Oh, ma questa non è disinformazione, questo è rincoglionimento.
Poi verso luglio fanno il servizio sull’esame di stato, e ogni santissimo anno chiedono allo studente se è emozionato per la prova imminente: ma chi se ne fotte?
Dico sul serio: chi-se-ne-fotte?
Esiste davvero qualcuno a questo mondo del quale gliene sbatte un minimo dello stato emozionale di un adolescente sconosciuto qualsiasi?
Altro classico sono le statistiche di quanto la gente spende a natale, per i regali, se fa i regali, cosa compra, e ogni anno i risultati sono gli stessi: c’è la crisi economica.
E’ da anni che c’è questa crisi economica, e non capisco perchè non crepiamo di fame invece di pagare giornalisti per intervistare animali e compriamo televisori per guardare giornalisti intervistare animali.
Non dimentichiamoci i nuovi capi d’abbigliamento presentati alle sfilate di moda: diecimila euro per indossare un abito che sembra un costume di carnevale, come se avessi ancora dignità da perdere.
La conclusione triste di tutto ciò è il gossip a fine TG: una/un deficiente ride, si mette in posa per la telecamera, o fa finta di camminare in modo indifferente (come se la telecamera non ci fosse).
“Hai trovato l’anima gemella?”
“Diciamo che c’è qualcuno”
Diciamo che avete rotto i coglioni.
Ed è triste perchè questa è la cosa più normale trasmessa in quel TG; anche se non dovrebbe essere mai trasmessa qualcosa del genere in un TG.
Ma la gente è messa davvero così male?
Cari spettatori, lo sto chiedendo a voi.
E non venitemi a dire che è colpa di Berlusconi, che vuole farvi il lavaggio del cervello: voi siete cretini, e i cretini questa fine devono fare, devono guardare Studio Aperto.
O al massimo il meteo, per chi ancora ci crede.
Personalmente trovo più attendibile l’oroscopo.

Scorpione: tua nonna riscoprirà l’amore e scapperà in Uganda con un meteorologo.

“Ogni nazione ha il governo che si merita” (Joseph de Maistre).

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I budini al cioccolato

31/10/2009

Oggi si parlava di una tizia che si è laureata senza festeggiare, che tipo stava seguendo un corso della specialistica e ha chiesto al professore di uscire dieci minuti, il tempo di andare a laurearsi per poi tornare ai corsi.
Non ha comunicato a nessuno questo evento, tentando di depistare addirittura i genitori per trovarsi completamente sola alla discussione della tesi.
Il suo atteggiamento per quanto mi riguarda stava ad indicare “Non ho un cazzo da festeggiare”, nonostante si sia laureata in tempo.
Personalmente non penso di laurearmi in tempo, a meno che stanotte non decidano di darmi una qualsiasi laurea ad honorem.
La mia carriera didattica è disastrata quasi quanto la vita sociale di chi legge questo blog.
Dico sul serio, la situazione è tragica; se un giorno dovessi laurearmi Siena stamperà delle cartoline per l’occasione, e tu le acquisterai.
Mia nonna ha fatto un voto religioso: se mi laureo, raggiungerà la basilica Santa Cateriniana di San Domenico (Siena) a piedi scalzi.

Io: “Hai più di 80 anni, come pensi di arrivare a Siena a piedi scalzi?”
Nonna: “Ma io mi faccio accompagnare da tua madre con la macchina di fronte la basilica, scendo e ci entro scalza”.

Nonna è un genio.
Doveva iscriversi a ingegneria.
Se si fosse laureata, avrei fatto un voto religioso consistente nel raggiungere la basilica Santa Cateriniana di San Domenico (Siena) a piedi scalzi.

Ing. Nonna: “Dopo aver consultato attentamente Google Maps, ho avuto modo di constatare che Siena dista dal tuo paese di residenza circa 761km nell’ipotesi che tu intraprenda il percorso pedonale più breve, come pensi di arrivarci a piedi scalzi?”
Io: “Mi considero ateo.”

Sono un genio.
Ma col cazzo che mi iscriverei di nuovo a ingegneria.
Comunque non è questo il punto.
Stavo cercando di spiegare quanto festeggiare sia controproducente: comunicare al mondo che le cose ti stanno andando bene comporterà che il mondo comincerà a far di tutto perchè le cose ti vadano male.
Perchè il mondo ti odia.
Statisticamente il nostro umore dovrebbe essere normale, quindi se sei felice probabilmente presto ti accadrà qualcosa di brutto, e poi la gente non vuole mai il tuo bene perchè è invidiosa, quindi gli altri faranno di tutto per complicarti la vita.
Quindi più le cose ti vanno bene, peggio è.
Ad esempio immagino il mio matrimonio con una donna bellissima, solare, simpatica, fantastica; nella migliore delle ipotesi tutti vorranno scoparsi mia moglie.
Ipocrisia, è tutta una presa in giro, andiamo, pensi davvero che la gente sia felice di festeggiarti?
Nel momento in cui qualcuno parteciperà alla tua festa, ti odierà per vari motivi: il menù fisso, le scarpe scomode, il vestito costoso, il menù fisso che sporca le scarpe scomode e il vestito costoso, il regalo.
Il regalo: cioè io dovrei versare una cospicua parte del mio budget di sopravvivenza perchè tu hai raggiunto un successo personale?
Ma che razza di stronzata è?
L’apoteosi del rincoglionimento umano sta nel festeggiare il compleanno: cosa sarebbe, un premio di consolazione per distogliere il mio pensiero dall’avvicinamento alla putrefazione?
Ogni volta che compi gli anni ti avvicini sempre di più alla morte, puntualmente ti ritrovi circondato da persone che si complimentano con te per il lieto proseguire del degradamento del tuo organismo.
Capisci? Tu stai morendo! E, nel giorno in cui dovresti renderti conto di quanto vicino sia la fine, loro ti faranno credere che sei speciale: è un complotto, vogliono distrarti, così tu non farai niente per evitare l’inevitabile.
Perchè poi sono speciale solo in quel giorno?
Negli altri no?
Comunque sia la mia laurea la vedo ancora lontana, quando la vedo; per ora mi preoccupo della sopravvivenza universitaria.
L’universitario ha troppo da fare, anche quando non ha niente da fare, ovvero è pigro.
La spazzatura di solito prende vita e scende le scale da sola, si deposita davanti la porta e aspetta che la nettezza urbana venga a prelevarla.
Con noi non ci vuole stare, dice che siamo sporchi.
Una volta abbiamo pensato di chiamare i GhostBusters per pulire la cucina.

Il mio frigorifero: “Sei tu un Dio?”
Ray: “No…”
Il mio frigorifero: “Allora muori!”
Winston: “Ray, quando qualcuno ti chiede se sei un Dio, tu gli devi dire sì!”

Il frigorifero ha avuto la meglio.
Due cose ti mancano se sei studente fuori sede: una dignità culinaria, e un’igiene decente.
Lo studente è troppo pigro per cucinare, e poi ci sarebbero i piatti da lavare.
Per questo motivo mangia a mensa.
Per lo stesso motivo non pulisce casa, “Non pulisco perchè devo studiare”, pensa fra se e se mentre cazzeggia al computer, e così vive in condizioni igieniche precarie paragonabili solo alle condizioni igieniche della mensa.
Dio solo sa cosa gira nella cucina della mensa.
Dopo l’ultima ispezione dei NAS hanno abbassato il prezzo del pasto, aggiunto un budino e bevande gratuite a volontà: che cazzo significa?
Comunque la fame e la pigrizia hanno sempre la meglio, infatti stasera sono andato a mensa dove posso prendere (al modico prezzo di due euro e cinquanta): 1 primo, 1 secondo, 1 contorno, 1 frutta, 1 dessert.
Però posso cambiare la frutta con un dessert. Idem per il contorno.
Quindi di solito prendo 1 primo, 1 secondo, 3 budini al cioccolato.
Amo il cioccolato.
Da ieri alla cassa hanno messo un tizio calvo che somiglia a Lino Banfi, il quale mi costringe a prendere la frutta al posto del contorno e la frutta al posto della frutta: in pratica non posso avere più di un budino.
Questa regola se l’è inventata lui, oggi sono tornato a casa con un budino e due pere.
Odio sbucciare le pere.
Sarà mica un salutista sfegatato? Non credo, a giudicare dalla sua forma fisica.
Sarà mica che mi odia a prescindere? Può essere.
Sarà mica un frustrato che il giorno della discussione della sua tesi di laurea in ingegneria informatica era pieno di capelli e si sentiva il re del mondo perchè tutti lo festeggiavano ed era fiducioso del fatto che i cinque anni in più che ha impiegato per completare il suo percorso di studi non influissero negativamente sulla sua futura carriera lavorativa e che probabilmente l’Intel o qualsiasi altra azienda leader nel settore l’avrebbe assunto ad occhi chiusi per il titolo di studi che finalmente impugnava, e ora l’unica soddisfazione che può trarre dalla sua vita sta nel privarmi dei budini al cioccolato? Probabile.
Ecco perchè non festeggerò la mia laurea: non voglio diventare calvo.

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