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Biografia

Gianvito Rubino nasce a Polla il 4 Novembre 1987; 22 anni più tardi, in occasione dei suoi fallimenti universitari, sua madre gli confesserà “Tu non dovevi essere concepito”, che divenne immediatamente la citazione preferita dello stesso. Alla sola età di cinque anni prese coscienza di avere cinque anni. All’età di sei di averne cinque, per poi ricordarsi che era passata la mezzanotte del suo anniversario di nascita, e quindi di averne sei. Sin dalle scuole elementari Gianvito Rubino credeva fermamente nell’esistenza della Befana, ma non in quella di Babbo Natale, lasciandosi il beneficio del dubbio riguardo Dio e Gesù Cristo. Solo nel 1996 venne a sapere da suo cugino “Ero io la befana”.

Seguirono intensi studi religiosi alla fine dei quali Gianvito concluse: “Dio esiste, ma ci evita.”; passata la crisi spirituale scoprì le grazie del gentil sesso quando, insieme ad alcuni amici, vide il suo primo film porno; la dichiarazione a riguardo non lasciava spazio a dubbi: “Non farò mai quelle cose. Che schifo.”; anni più tardi cadde in contraddizione parlando di alcune ragazze: “Non mi fanno mai quelle cose. Che schifo.”.

La carriera scolastica di Rubino è stata decisamente altalenante. Alle scuole elementari, durante l’intera carriera, conseguì la massima valutazione in tutte le materie fatta eccezione per Disegno, nella quale, in confronto alle splendenti A, riusciva a stento a meritare una C. Gianvito giustificò così le sue difficoltà nella disciplina: “Mi tremava la mano.”; allo stesso tempo, però, spiccava una brillante dote naturale per la matematica, smentita solo due anni più tardi dai pessimi voti conseguiti nella stessa disciplina: “Io la matematica la capivo, e mi piaceva. Ero anche bravo. Giuro. Il problema è nato quando sono spuntate le lettere in mezzo alle equazioni: 2a+b al quadrato, ma che significa?”.

Nonostante le difficoltà nel conciliare lettere e numeri, le scuole medie si conclusero con la massima valutazione, almeno così ricordo. In contemporanea allo studio (che avveniva in maniera minima sufficiente ed esclusivamente quando ritenuto strettamente necessario), Gianvito Rubino coltivava una passione per l’informatica, grazie alla quale si inserì con prepotenza nel mercato nero di CD e schede televisive satellitari, quando la maggior parte delle persone ancora ignorava cosa fosse un computer. Iscritto al Liceo Scientifico Tecnologico, il suo metodo di studio cominciò a presentare evidenti falle, decretate ufficialmente poi dal debito in matematica conseguito con successo in terzo superiore. Il rapporto burrascoso con la scuola non era nuovo a Gianvito. Già in terza elementare manifestò il suo dissenso contro il sistema non rientrando in aula alla fine dell’ora di ricreazione; pochi minuti più tardi fu placcato da Nicola il bidello, per poi essere picchiato dal maestro di matematica con Caterina, la bacchetta che il suo maestro di matematica usava per picchiare gli scolari.

Frequenti erano le liti con i professori, seguite da accese discussioni:

– Rubino, se non ti interessa la lezione, puoi anche alzarti e lasciare l’aula.
– Arrivederci.
– Dove cazzo vai!!!

Inspiegabilmente definito indisponente da gran parte dei docenti, Gianvito continuava comunque ad assumere un atteggiamento sarcastico nei confronti degli stessi. Memorabile un suo commento durante il discorso di una professoressa che stava spiegando alla classe come la scoperta delle sigarette avesse stroncato la sua carriera da atleta:

– Io ho praticato la corsa ad ostacoli per anni, poi ho fatto una grande scoperta…
– Che si doveva saltare?

Alternò ai suoi non-studi anni di sport: ha praticato a livello agonistico pallavolo, calcio, basket, atletica leggera, e in cinque anni ha vinto un cazzo di niente. Durante gli ultimi due anni del liceo, Gianvito aveva coltivato una cultura non indifferente in materia di politica e storia moderna; fu probabilmente per questo motivo che, all’orizzonte del suo diploma (un disastroso 82) scelse come facoltà Ingegneria Informatica, spiegando chiaramente a chiunque gli chiedesse il motivo di tale scelta: “Vorrei diventare un bravo psicoanalista”.

Il primo anno di Ingegneria fu un parziale fallimento: collezionò appena 30 crediti formativi, e scoprì che le lettere dell’alfabeto occidentale non sono la peggiore cosa che si possa trovare nelle equazioni matematiche. Il secondo anno, invece, fu un totale fallimento. Collezionò appena 0 (zero) crediti formativi. Da qui la sua decisione di entrare alla facoltà di Psicologia Clinica a Roma; facoltà a numero chiuso. Superò con successo i test, e scelse di rifiutare la possibilità di iscriversi proseguendo così i suoi studi in Ingegneria Informatica. Le crisi esistenziali portarono alla nascita del suo blog, www.gianvito.it, con il quale mostrò le sue dubbie doti nell’arte della scrittura.

E’ il Dicembre del 2009 quando Gianvito, che in quel periodo si stava interessando al poker, decise di candidarsi come blogger per il portale www.italiapokerclub.com presentando il portfolio composto dai lavori pubblicati sul suo blog personale. La candidatura fu accettata e le sue esperienze lavorative hanno riscosso un discreto successo, permettendogli di lavorare come giornalista-reporter con la rivista mensile Poker Sportivo. Da qui, si spera, una carriera. Attualmente Gianvito Rubino è fuori corso. Scrive per varie riviste e portali web, porta avanti il suo blog personale, è iscritto alla facoltà di ingegneria informatica (che frequenta costantemente quando non è impegnato in viaggi di lavoro), gioca a poker, studia testi di psicologia, e cerca di capire cosa vorrebbe davvero fare nella vita.

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