La persona giusta

E ci pensavo alla persona giusta, quand’ero piccolo.
Anche se la gente diceva che non sai mai come fare per capire chi è la persona giusta, se è la persona giusta. E io non ci volevo pensare perchè mi bastava immaginare il finale per essere felice. E a ventitreanni te lo chiedi chi è la persona giusta.

Non so come si fa a capire chi è la persona giusta, ma se volessi cercare di capirlo il mio metro di valutazione è… beh, non dovrebbe mai essere meno importante di qualcosa la persona giusta.

Non dovrebbe mai essere meno importante di me la persona giusta.

Non dovrebbe mai essere meno importante di te la persona giusta.

– Ma cosa vorresti sapere?

– Io vorrei sapere quello che tu pensi io vorrei sapere : )

Ordinaria conversazione giornaliera

18.22.13 Claudio Blasi: nn comprare piu il gelato

18.22.18 Claudio Blasi: che le ragazze nn vengono piu

18.22.22 gianvito rubino: lol

18.22.29 Claudio Blasi: ahahah

18.22.32 gianvito rubino: e che serviva solo per le ragazze il gelato?

18.22.37 gianvito rubino: cosa avevate in mente? 😀

Stato cambiato in Presente (18.22.43)

18.22.48 Claudio Blasi: ahahaha

18.22.58 Claudio Blasi: cretino abbiamo gia comprato 2 vaschette

18.23.07 Claudio Blasi: solo che una l abbiamo mangiata a pranzo

18.23.12 Claudio Blasi: e nn sarebbe bastato per tutti

18.23.17 gianvito rubino: ahhhhh

18.23.18 gianvito rubino: ho capito

18.23.22 gianvito rubino: quindi niente giochini stasera

18.23.23 gianvito rubino: 🙁

18.23.53 Claudio Blasi: a meno che non decidi di ungere peppe

18.24.09 gianvito rubino: mmmm quei dorsali

18.24.18 gianvito rubino: ma te lo ha detto peppe che ci siamo baciati?

18.24.18 Claudio Blasi: ahahahah

18.24.30 Claudio Blasi: no nn ero stato messo al corrente

18.24.37 Claudio Blasi: questo porrà fine alla nostra amicizia

18.24.51 gianvito rubino: ma no, lui ha stretto i denti quando ho tentato di infilare la lingua

18.25.00 gianvito rubino: era solo un pò confuso.

18.25.20 Claudio Blasi: colpa delle mancate conferme che gli dava pasquale

18.25.27 Claudio Blasi: cerca conforto un po ovunque poi

18.25.28 gianvito rubino: voleva si flirtare, voleva si la mia attenzione, ma non voleva un bacio!

18.25.47 Claudio Blasi: ti ha sedotto ed abbandonato

18.26.42 gianvito rubino: è una puttana!

18.26.51 gianvito rubino: peppe se nasceva femmina era un troione mai visto

18.26.52 Claudio Blasi: ahahahah

18.26.58 Claudio Blasi: mamma santa

18.27.06 Claudio Blasi: una ninfomane

18.27.20 gianvito rubino: già la vedevo con lo sperma impastato nei boccoli

18.27.42 Claudio Blasi: ahahaha

18.27.53 gianvito rubino: quindi compro solo la carbonella e le salsicce?

18.28.23 gianvito rubino: la carbonella ce la spalmiamo addosso e ci lecchiamo vicendevolmente, mentre le salsicce le usiamo per ardere il fuoco, se non ho capito male…

18.28.24 Claudio Blasi: si le salsicce puoi pure prenderne 2 o 3

18.28.29 Claudio Blasi: nnil pacco grande

18.28.36 gianvito rubino: 2 o 3  salsicce?

18.28.40 gianvito rubino: mo vedo se le trovo sfuse

18.28.49 Claudio Blasi: e una parte delle salsicce la mettiamo nel tuo deretano

18.28.56 Claudio Blasi: si si ci sono le confezioni da 2

18.29.03 Claudio Blasi: che costano 1,27 euro

18.29.17 gianvito rubino: e il mio deretano quanto va?

18.29.42 Claudio Blasi: 1,27 centesimi di euro

18.29.58 gianvito rubino: quindi per prendere 3 salsicce compro una confezione e un’altra la apro, estraggo una salsiccia, me la infilo nei pantaloni e la rubo, giusto?

18.30.08 gianvito rubino: oppure compro la confezione e ne butto una?

18.30.30 gianvito rubino: sarebbe l’ideale cercare una vaschetta di gelato con una bella salsiccia in regalo, ma il gelato non ci serve più…

18.30.59 gianvito rubino: se no facciamo così: io compro 4 salsicce, visto che ce ne servono solo 3, una ce la portiamo a correre con noi; poi ci faremo venire qualcosa in mente.

18.31.23 Claudio Blasi: la cosa migliore è che ti fai prendere il culo dalla guardia giurata che lavora fuori dalla conad guadagni il denaro necessario per comprare il pacco grande dal quale prendi 3 salsicce e te le metti nel culo e porti il resto qua cosi lo mangiamo

18.31.59 gianvito rubino: non posso fare sesso con la guardia giurata: sono in massa.

18.32.06 gianvito rubino: se ero in definizione si.

18.32.32 Claudio Blasi: allorA puoi farti scopare da qualke vecchietta insoddisfatta

18.32.49 Claudio Blasi: oppure da un malato terminale in cerca delle ultime soddsfazioni

18.33.05 gianvito rubino: io non mi faccio scopare dalle vecchiette insoddisfatte! Sono io che mi scopo le vecchiette insoddisfatte!!!

18.33.26 Claudio Blasi: tu sei il mezzo non il fine

18.33.59 gianvito rubino: senti claudio, per quanto sia difficile credere, io sto cercando di capire cosa c’entri il formato DIX con lo standard IEEE del protocollo MAC, quindi ciao.

18.34.28 Claudio Blasi: ciao

Ffsi

Ieri ho avuto la brillante idea di recarmi presso la biblioteca e mettermi a studiare di fronte la biblioteca, perchè c’erano le panchine, il sole, il polline a braccetto con la mia allergia, i piccioni, gli insetti, il sole (in faccia), la panchina scomoda.
In mezzo alla natura non ci sono mai stato bene, sono nato convinto di essere perseguitato dalla natura, quindi mi scruto gli arti cercando il ragno di turno intento a colonizzarmi, oppure guardo il cielo e mi tengo pronto a schivare eventuali feci dei volatili.
Perchè la natura mi odia.
Studiare all’aperto non è il massimo per un paranoico con manie di persecuzione.
Qualche pagina più tardi, con 7 panchine libere, un’anziana coppia punta giusto quella al mio fianco.
I vecchi, si sa, parlano, blaterano, insomma di certo non ti aiutano a preparare un esame di ingegneria del software, ma possono essere una buona scusa per non studiare, scusa che io ho prontamente colto al volo iniziando i miei monologhi, cioè, dialoghi con Dio:
“Allora lo vedi che sei Tu a non volere il mio studio? Proprio qui si dovevano sedere? Ma perchè non gli succede qualcosa a questa gente?”
Neanche finisco di sperare che il vecchio lascia la vecchia per farla sedere, la vecchia ostenta un mezzo passo e inciampa, cade, e nel cadere la sua prontezza di riflessi è talmente scadente da non permetterle di ripararsi il viso, quindi cade così. Come un angelo in volo. Come se si stesse tuffando in piscina, con le braccia allargate, come per abbracciare il cemento. E dargli un bacio a stampo, al cemento.
Io mi alzo, e prendo una storta, ma niente di grave.
Mi avvicino alla signora, questa a terra stesa che non si muoveva con la faccia stampata sul suolo, il marito che smadonna.
“Signora, tutto bene?”
“…ffSi…” e il sangue cospargeva le sue labbra, in perfetto abbinamento col rossetto che stavolta non era servito a mascherare la sua età.
“Signora, mi sa che lei si è spaccata il muso…”
“…ffSi…”, sputando sangue.
Il marito bestemmiando la porta all’altra panchina, lontano da me, dove c’era una fontanella d’acqua, che poi ho notato sta cosa, la gente va sempre a sciacquarsi quando si fa male, quando si ubriaca, quando sputa sangue, come se poi l’acqua ti aggiustasse.
Dopo un pò il marito smadonnante ha chiamato un taxi, e sono tornati a casa.
Io riprendo a studiare, e penso che in fondo per loro non è stata un’esperienza così spiacevole: se fossi vecchio come loro mi preoccuperei di come muoio, e quando muoio, invece loro per qualche minuto hanno smesso di pensare a come e quando creperanno, per pensare se tornare a casa col taxi o meno.
Giungendo a una conclusione.
Si, perchè mica è facile giungere ad una conclusione?
Sapere che potresti morire da un momento all’altro non avendo la minima idea di cosa sia morire, beh, è angosciante; un pò come non riuscire a decidersi se chiamare il taxi o meno, e resti lì ad aspettare, cosa non si sa, mentre sputi sangue.
E quando muori, allora si, giungi alla conclusione.
Poi sono arrivate quattordici persone a sedersi sulle panchine.

Bottiglie

Succede che il detersivo per lavare i piatti finisce, mi alzo alle 2 e vorrei andarlo a comprare ma la Conad, oggi, non fa orario continuato perchè c’è la partita allo stadio e c’è una legge che impedisce la vendita di bottiglie, alcolici, cose così, quindi l’allarmante conseguenza dell’ignoranza della gente è: non posso comprare il detersivo per lavare i piatti per scongiurare risse fra ubriachi.

Considerazioni sul mondo

Insomma dovevo prendere un pullman per arrivare da Montecarlo all’aeroporto di Nizza. Già a partire da casa sembrava un impresa: i francesi sono così nazionalisti da rifiutarsi di imparare l’inglese, quindi quando chiedevo indicazioni mi sentivo come se fossi in Cina perché io il francese proprio non lo so parlare. Il mio pullman sarebbe dovuto passare vicino al Casinò, davanti l’Ufficio Del Turismo. Seguendo le indicazioni per l’Ufficio Del Turismo tendevo ad allontanarmi dal Casinò quindi, appena sono riuscito ad individuare persone che sapessero parlare inglese, ho chiesto spiegazioni sentendomi rispondere “Oh, ma qui siamo in Francia!”.
In Francia. Perché io cercavo l’Ufficio Del Turismo del Principato Di Monaco (due traverse dopo, quaranta metri in linea d’aria), e invece, toh, ero in Francia. Vagavo per la Francia. Avevo solo sbagliato nazione. Quindi ho preso le mie valigie e ho varcato il confine per raggiungere l’Ufficio Del Turismo, chiedendomi il senso di non invadere nazioni così piccole.
Non è geniale recarsi a Montecarlo durante il Gran Premio per due semplici motivi: è difficile trovare un taxi, e il tuo pullman non passa davanti all’Ufficio Del Turismo come ti avevano detto. Passato il peggio, il peggio arriva in aeroporto dove mi sequestrano la schiuma da barba, il gel e una bottiglia d’acqua. “It’s water!” ho obiettato io, “It’s forbidden.” mi ha risposto con aria di strafottenza la ragazza addetta al controllo delle borse, che con quei guanti per la perquisizione era quasi eccitante.
Durante il viaggio d’andata avevo già avuto modo di riflettere sui controlli pignoli per i quali stavo perdendo l’aereo. Prima non era così. Per chi non lo sapesse qualche anno fa il presidente degli USA ha dirottato due torri gemelle facendole schiantare sul consultorio di Baghdad, o qualcosa del genere, insomma ci sono varie versioni sull’accaduto, e comunque da allora i controlli agli aeroporti sono stati intensificati. E anche gli attentati nel mondo. Più terroristi e più persone che controllano i terroristi, poi dicono che non c’è lavoro.
Da quando è accaduto questo increscioso episodio la gente perde più tempo al check in e non può portarsi l’acqua sull’aereo. Sono episodi che ti fanno riflettere, quei terroristi hanno cambiato il mondo: fino ad allora la gente poteva portarsi l’acqua sull’aereo, e adesso non più, mai più nell’esistenza dell’umanità la gente potrà portarsi l’acqua sull’aereo: hanno cambiato la storia, una svolta senza precedenti, un giorno il loro pronipoti terroristi potranno raccontare ai loro pronipoti terroristi che è grazie al loro antenato se quando andranno a fare un altro attentato non potranno portarsi l’acqua sull’aereo, e se avranno sete, beh, problemi loro, immagino possa suscitare sensi di colpa chiedere una bibita all’hostess e poi farla morire con tutto l’equipaggio; ma in fondo all’altro mondo ti aspettano una decina di vergini, tant’è.
Più tempo mi facevano perdere ai controlli e più odiavo gli arabi. Già, gli arabi. Io così li identifico i terroristi. E non mi si dica che generalizzo, effettivamente non ho idea di cosa sia l’Arabia, se una nazione o un territorio o un luogo comune, sta di fatto che gli arabi sono o sceicchi, o cammelli o terroristi.
Prendere un volo rispecchia la seguente prassi: faccio il check-in, perdo tempo, odio gli arabi, mi sequestrano l’acqua, odio gli arabi, mi imbarco, mi siedo e penso di morire. Penso di morire perché l’uomo di suo non vola quindi non mi sorprenderebbe se l’aereo si schiantasse al suolo senza motivo, anzi, mi sorprende la perseveranza con la quale viaggia sospeso nel vuoto senza motivo, non la concepisco. E mentre pensavo di morire sono saliti sull’aereo tre arabi (erano arabi  perché parlavano con quell’accento strano tipico degli arabi, un misto fra salivazione eccessiva e dislessia). Ecco, a quel punto ho smesso di pensare di morire e ho pensato di morire sul serio. Erano terroristi, sono sicuro. Perché gli sceicchi hanno tutti i jet privati mentre i cammelli, si sa, non esistono. Chi l’ha mai visto un cammello? Non conosco nessuno che abbia mai visto un cammello. Sono personaggi di fantasia, come Gargamella, i Puffi e Osama Bin Laden.
Torcevo il collo ripetutamente per scrutare gli arabi che ridevano e farfugliavano in salivazione eccessiva, intanto traducevo le conversazioni nella mia immaginazione: “Ora li ammazziamo tutti e ci andiamo a trombare le vergini in paradiso!” e mi preoccupavo, quindi ho pensato a cosa potevo fare: scendere dall’aereo. No, nel caso in cui io mi sbagliassi perderei tanto tempo e soldi per tornare a casa. Quindi assumiamoci il rischio di volare. E se poi tirano fuori le pistole sfuggite ai controlli? E se sfoderano bottiglie d’acqua e minacciano di annegarci tutti? E’ un problema. Ma come dice Alex “I problemi, o li risolvi, o li rimandi. Io li rimando.” In realtà di solito non li rimando però in quel caso si perché, sempre stando ai ragionamenti di Alex, se poi scendevo dall’aereo dovevo spiegare a chi di dovere perché ero sceso dall’aereo, dovevo vedere come tornare a casa, dovevo valutare se prendere mai più un aereo e io vorrei tornare negli USA ma in nave mi scoccia, troppo tempo, quindi dicevo che, sempre stando ai ragionamenti di Alex, ci sono casi in cui risolvere un problema comporta risolverne altri mille e io non ho tempo, non ho tempo di scendere dall’aereo e perdere tempo per risolvere altri problemi potenzialmente infiniti quindi preferisco assumermi il rischio di subire il dirottamento e se poi davvero succede beh, ci penso poi, che io nel panico totale di solito ragiono meglio e magari una soluzione l’avrei trovata.
Se stai leggendo questa riga, sono atterrato.
Sono razzista? Non penso. E’ che io ho i miei pensieri sulle persone e sulle categorie, ma le motivazioni non sono necessariamente etniche. Prendiamo per esempio gli studenti di certe facoltà umanistiche: un’altra categoria di idealisti che credono di cambiare il sistema occupando l’università. Come gli arabi che pensano di trombarsi le vergini dirottando un aereo. Ieri sono passato davanti la facoltà di lettere e hanno occupato di nuovo. Avranno i loro buoni motivi e io li condivido anche, però a queste cose ho smesso di crederci alle elementari in contemporanea a Babbo Natale. Qualche anno più tardi ho smesso di credere anche nella Befana e ho cominciato ad avere seri dubbi su Gesù Cristo, ma questa è un’altra storia. Volevo dire: io non critico il modo di agire delle persone, semplicemente per non condividerlo ho un approccio diverso alla vita, la mia testa vuole occuparsi di altre cose e se ne sbatte del sistema politico perché, nonostante io ci viva, penso non mi riguardi, nel senso: ho altro a cui pensare. Ma tu vuoi crederci, ok, e ieri la studentessa di lettere mi ferma per strada e mi chiede:
“Abbiamo occupato la facoltà di lettere, alle sei facciamo assemblea, venite?”
Io: “Abbiamo corsi.”
Lei: “Tutti abbiamo corsi!”
Io: “Ma non tutti avremo un lavoro.”
Ecco quindi, quello che volevo dire con questo discorso è: non sono razzista.
Sono solo pieno di pregiudizi.
Anzi, sono un pregiudizio.
E il mondo è il mio luogo comune.

“Asciugamani Elettrico”

L’autista mette la freccia, finalmente si ferma alla stazione di servizio.
Scruto nella tasca dello zaino per prendere il portafogli, e mi capitano fra le mani un paio di stecche di pillole. Ne prendo di tutti i tipi. Il fosforo per studiare, la melatonina per dormire. Soffro d’insonnia: quando dovrei studiare, ho sonno; quando dovrei avere sonno, invece di dormire, studio la vita. L’insonnia è terribile, davvero, per fortuna che esiste la melatonina: non serve ricetta e funziona sufficientemente poco per non insospettirmi sugli effetti collaterali. Sembra innocua, la vendono come camomilla.
Un giorno entro in farmacia e chiedo un pacchetto di melatonina.
Farmacista – Cosa ci devi fare?
Io – Dovrei far esplodere una scuola elementare, con dei bambini dentro, sa com’è.
F – …
I – …
F – L’abbiamo finita.
I – Bene, allora mi dia del tritolo. Ultimamente trovo difficoltà ad addormentarmi. Magari facendo saltare in aria qualche scuola elementare.
F – …
I – In compresse.
Il mio sedile è il più vicino all’uscita, ma una donna mi sperona sorpassandomi.
Comprendo il suo agonismo, ma per quanto possa essere bello il mio sedere, dubito sia in dubbio il mio sesso, quindi perché spingermi? Io miro all’altro bagno.
Qualche anno fa, ma ancora oggi da qualche parte, ricordo che davanti l’entrata della toilette si sedevano le inservienti per percepire le mance. Mance poi, erano obbligatorie, quasi. Se la memoria non mi inganna, qualche volta non mi hanno fatto entrare per non aver pagato il “pedaggio”. Poi anche i cessi degli autogrill divennero politically correct, e ormai da un bel po urinare non costa niente, nei bagni delle stazioni di servizio è possibile urinare gratis. Ma sempre a terra.
Entro in un box e chiudo la porta, ma durante il mio sfogo, delle quindici porte, un cretino ha scelto giusto la mia. Per fortuna ho chiuso a chiave. Purtroppo, però, lui è davvero cretino. Forza la maniglia, spinge, non ne vuole sapere di passare alla porta successiva, così insiste, e dopo cinque lunghissimi secondi di tentativi decido di aiutarlo. mentre con la sinistra reggo l’attrezzo, con la destra apro la porta e lo invito ad entrare.
“Dai, entra.”
Lui mi guarda un po imbarazzato, vorrebbe dire scusa ma il mio atteggiamento altamente indifferente lo catapulta in un clima di accoglienza surreale:
“Potresti chiudere la porta? C’è corrente.” gli dico, mentre mi sposto di un passo verso sinistra per fargli posto.
Quasi incredulo rimane lì a fissarmi, vorrebbe dire qualcosa, tipo scusa, ma non lo fa, trattiene una risata tentando di forzare lo sguardo dispiaciuto.
E se ne va senza neanche salutarmi.
Dopo essermi lavato le mani, mi avvicino ai due asciugamani elettrici appesi al muro. Nei Casinò ne ho visti di nuovi tipi. Sono degli aggeggi strani, praticamente ci infili le mani dentro e, non solo ricevi il getto di aria calda, ma c’è anche un aspiratore che risucchia l’acqua. Fantastico. Chissà quando le vedremo queste cose in un autogrill.
Insomma, ci sono due asciugamani elettrici, ed essendo solo al momento ne uso uno per la mano sinistra e uno per la mano destra, allargando le braccia come se stessi vivendo un delirio di onnipotenza.
Dopo un minuto mi accorgo di un signore dietro di me, sulla cinquantina, che aspetta pazientemente dietro di me. Senza dirmi niente. Ma cos’ha la gente in testa?
Passo per il negozio dell’autogrill, ogni prezzo sembra sempre più conveniente, ma se ci pensi è carissimo rispetto a qualsiasi altro posto del mondo. Tranne i Casinò, ovviamente, lì devono essere ancora più alti per permettersi quelle asciugatrici. Nel mentre mi chiedo quando metteranno le slot machines nelle toilette degli autogrill.
Ora risalgo sul pullman. Quasi quasi, per ammazzare il tempo, scriverò un articolo su questi pensieri sconnessi.

Fini è un fascista?

Secondo me a fare certe esagerazioni si finisce male.
Fini è un fascista? E Tilgher allora cosa è? E Saya? Facendo del qualunquismo del genere, nel caso in cui un vero dittatore dovesse salire al potere, la gente non avrà tanta paura e premura di impedirglielo perchè dirà, “vabbè, se è fascista è come Fini, non sarà poi la fine del mondo”, e così si finisce per eleggere Hitler, pensando poi non sia in fondo tanto diverso da Bismark.